È risaputo che: "grazie all'elevata energia termica, due protoni riescono a penetrare la barriera di potenziale coulombiano per effetto tunnel".
Però, se prendiamo un qualunque testo di Meccanica quantistica, vediamo che nel caso di un gradino di potenziale di altezza H, la probabilità di attraversamento va come 1/H, per cui nel limite di H->+oo la probabilità è nulla. Fisicamente, significa che per una barriera di altezza infinita nemmeno la meccanica quantistica è in grado di far attraversare il potenziale. Questo risultato è molto ragionevole. Ora, se prendiamo la barriera coulmbiana il potenziale è tipo V(r)=1/r essendo r il modulo del vettore posizione relativa del protone 2 rispetto al protone 1 o viceversa, e "sedendosi" nel sistema di riferimento inerziale del baricentro del sistema di due protoni. Dunque, QUESTA BARRIERA è di altezza infinita, per cui non ci sarà mai un attraversamento. ANCHE SE l'espressione matematica è diversa. Infatti, una barriera rettangolare e infinita è del tipo delta di Dirac, cioè una funzione in senso improprio. La scelta è idealizzata perché è più semplice in questo modo risolvere l'equazione differenziale agli autovalori in quanto a coefficienti costanti. Diversamente, per il potenziale V(r)=1/r. Una ulteriore complicazione è che essendo in 3-dim. abbiamo un'equazione radiale che è diversa dalla Schrödinger 1-dim. oltre al termine angolare che possiamo supporre costante ipotizzando uno stato di momento angolare orbitale con l=0. Ma concettualmente è identico: la probabilità è nulla perché la barriera è infinitamente alta. (altro…)
Da premettere che in questo video si parla di telepatia, argomento da prendere assolutamente con le molle...
Focalizziamoci, comunque, sulla questione dei neutrini se non addirittura sulle particelle esotiche (ma per ora lasciamola in stanby, perchè la vedo dura realizzare un dispositivo di quelli suggeriti nel video). Il protagonista della vicenda accenna, tra l'altro, a un'intensa attività telepatica nei pressi del Gran Sasso, dove come è noto, ci sono i cosiddetti cacciatori di neutrini. Precisiamo subito, che non occorre recarsi in quella location per essere "investiti" da un flusso neutrinico: il nostro pianeta ne è costantemente attraversato, e la sua provenienza è solare. Infatti, le reazioni termonucleari che si realizzano nella nostra stella, producono moltissimi neutrini, i quali non avendo carica elettrica e con una massa piccolissima, non interagiscono con la materia. Una nota storica: decenni orsono c'era il cosiddetto problema del neutrino solare: il flusso neutrinico misurato era inferiore a quello previsto dai modelli teorici di fusione termonucleare, e qualche astrofisico congetturò addirittura un'ipotesi fantastica secondo cui il Sole sarebbe già "spento" (shutdown delle reazioni termonucleari). Si badi che il calore che oggi riceviamo dalla nostra stella, è stato prodotto milioni di anni fa poichè in un plasma stellare il calore si propaga per "convezione", e dal momento che i fotoni prodotti hanno un cammino libero medio molto basso (in quanto assorbiti dagli elettroni liberi del plasma), ecco che impiegano tempi lunghissimi per raggiungere la superficie lunare e quindi il nostro pianeta (impiegando circa otto minuti nel percorso Sole ->Terra). Il problema venne poi risolto attraverso le cosiddette oscillazioni del neutrino, che danno luogo a una famiglia neutrinica a tre componenti, ciascuna di massa diversa. (altro…)