L'integrazione della prima forma dell'equazione delle orbite, restituisce la funzione r(φ?) ovvero l'equazione dell'orbita in coordinate polari. In molti problemi è conveniente eseguire un cambio di variabile (in modo da evitare la singolarità in r=0). Rammentiamo innanzitutto che l'anomalia φ?(t) è una funzione monotona; inoltre, per la regola di derivazione delle funzioni composte, si ha
D'altra parte
Eseguendo l'ulteriore cambio di variabile r=1/u
Deriviamo nuovamente rispetto al tempo t
ed è questo il termine da inserire a primo membro dell'equazione differenziale del moto nel dominio del tempo, vale a dire:
che è un'equazione differenziale del secondo ordine lineare e a coefficienti costante. Per la ricerca dell'integrale generale è conveniente definire la seguente grandezza adimensionale:
onde
Studiamo i tre casi separatamente. Nel primo, l'integrale generale è