Considerazioni personali sull'Autopoiesi di Maturana-Varela

domenica, Luglio 19th, 2020

paradosso della misura,meccanica quantistica,autopoiesi

Ho sempre avuto difficoltà a comprendere la nozione di autopoiesi, anche perché riguarda argomenti di biologia e non di fisica. Ho appreso tale concetto da "La rete della vita" di F. Capra (autore de "Il tao della fisica").
Alla fine mi sono reso conto che i sistemi autopoietici possono essere descritti matematicamente dalle "funzioni ricorsive". Fondamentalmente, una funzione ricorsiva è una funzione che "richiama se stessa". Sono importanti non solo in matematica, ma anche in informatica.
Nel caso particolare del paradosso della misura (interferenza osservatore-osservato) penso di essere riuscito ad interpretarlo in chiave "autopoietica" (ciò potrebbe essere banale, ma al tempo stesso potrebbe essere qualcosa di importante, visto che stiamo parlando di paradigmi lontanissimi l'uno dall'altro (il primo agisce a scala submicroscopica, il secondo riguarda i sistemi viventi)).
In poche parole, un osservatore/sperimentatore dal momento che è un sistema vivente S deve essere autopoietico, ovvero:
1) S è energeticamente aperto (=> scambia energia/materia con l'ambiente)
2) S è organizzativamente chiuso (=> crea "parte di se").
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Il paradosso della misura e la morte epistemica dell'osservatore

domenica, Luglio 19th, 2020

paradosso della misura,meccanica quantistica,autopoiesi

Le argomentazioni elaborate in un precedente numero suggeriscono una reinterpretazione del paradosso della misura (meccanica quantistica) nel paradigma dell'autopoiesi introdotta nel 1970 dai neurofisiologi cileni Humberto Maturana e Francisco Varela. A tale scopo, riassumiamo il ruolo svolto dall'osservatore (i.e. sperimentatore) in fisica classica/quantistica:
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