«È un blackout!» disse rivolgendosi a Tino. «È tutto spento…»
«Non è un blackout, ma uno shutdown» replicò Tino con voce quasi spettrale.
«Uno shutdown?»
«Cosa faresti nel caso di un’infezione virale ad un sistema informatico?»
«Farei una scansione con l’antivirus in modo da eliminare i file infetti…»
«Ok. Ma se l’infezione è talmente estesa?»
«Oh beh, a quel punto riformatterei l’hard disk»
«E quindi? Quale è la prima azione da eseguire?»
«Arresterei il sistema»
«Ed è proprio quello che sta avvenendo…» mormorò Tino, con profonda tristezza. «Il male ha infettato la nostra società da molti secoli, e il covid ha completato l’opera… L’infezione è pressoché totale e un buon informatico sa che è arrivato il momento di arrestare il sistema…» (altro…)
La novità consiste nell'espansione di tale canale artistico coinvolgendo mediante un'interazione inaspettata, le arti narrative e le arti pittoriche, in un paradigma "visionario".
In ambito narrativo nonché epistemologico, autori diversi hanno elaborato ipotesi simili. Un esempio immediato è offerto da Jean Guitton che con i fisici Igor Bogdanov e Grichka Bogdanov, utilizzò il termine metarealismo allo scopo di interpretare alcuni paradossi derivanti dall'ontologia della meccanica quantistica.
Un esempio "storico" è, invece, Il mattino dei maghi, un saggio del 1960 dove Louis Pauwels e Jacques Bergier, utilizzarono il termine Realismo fantastico. (altro…)