Dopo questa lunga premessa, riprendiamo l'equazione differenziale del secondo ordine:
dove p(x) e q(x) sono funzioni assegnate e definite in X sottoinsieme di R.
Definizione 1
Se p(x) e q(x) sono analitiche in X, ogni punto di tale insieme si dice punto ordinario dell' equazione differenziale scritta sopra. Denotando con D(X) il derivato di X, se in
una delle predette funzioni non è analitica, diremo che x0 è un punto singolare dell'equazione.
I punti singolari si classificano secondo la seguente definizione:
Definizione 2 Un punto singolare x0regolare se le funzioni
sono analitiche. Nel caso contrario, x0 è un punto singolare non regolare.
Consideriamo un'equazione differenziale lineare omogenea di ordine n:
Nei numeri precedenti avevamo richiesto la sola continuità dei coefficienti a1(x),...,an(x). Tuttavia per l'applicazione di metodi di integrazione per serie, è richiesta una condizione più forte per la regolarità dei coefficienti. Innanzitutto, si fissa l'attenzione sulle equazioni del secondo ordine, per poi generalizzare a un qualunque ordine n. Scriveremo, dunque, l'equazione nel modo che segue
Per quanto precede, è fondamentale la regolarità delle funzioni p(x),q(x). A titolo di esempio, prendiamo l'equazione differenziale di Schrödinger non dipendente dal tempo:
essendo E un parametro (autovalore dell'energia), V(x) la funzione energia potenziale, m la massa di una particella che compie un moto unidimensionale (asse x), "h tagliato" (o "h bar") la costante ridotta di Planck. Abbiamo, dunque, un'equazione differenziale lineare omogenea del secondo ordine e a coefficienti variabili. Supponiamo ora che la funzione energia potenziale sia
dove V0 > 0 e x l'ascissa adimensionalizzata della particella. Studiamo questa funzione (ci aspettano molti calcoli tediosi, ma ne vale la pena perché ci aiuteranno a comprendere il concetto di analiticità). Intanto vediamo che è definita in R\{0} è che ivi V(x) >= 0, per cui il grafico giace nel semipiano y >= 0. Vediamo come si comporta in un intorno destro di x=0:
Quindi x=0 è un punto di discontinuità eliminabile, per cui possiamo prolungare la funzione per continuità:
Abbiamo poi
cioè un asintoto orizzontale a destra. La derivata prima è