[¯|¯] Relatività Generale, ovvero la geometrizzazione della gravità

sabato, Novembre 17th, 2018

relatività generale, gravità,geometria,spazio tempo

Per Einstein l'introduzione ad hoc del tensore energia-impulso della materia nelle equazioni di campo della Relatività Generale, rappresentava una limitazione della teoria, nel senso che deve esserci una qualche teoria più generale che evita la scrittura fenomenologica del predetto tensore. Da qui la metafora del marmo pregiato (primo membro dell'equazione, ovvero la geometria dello spaziotempo) e del legno rozzo (materia). Sta di fatto che tali equazioni rimangono comunque potenti, essendo in grado di tirare fuori il campo gravitazionale di un buco nero, o i noti modelli cosmologici di Friedmann (e altri).
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Oltre la prigione dello sguardo. La degeometrizzazione del reale nell'opera di Antonio De Nardis

domenica, Gennaio 14th, 2018

antonio de nardis,arte,matematica,marcello colozzo
Disponibile in formato .epub

Introduzione

Come è ben noto, la percezione del mondo reale avviene attraverso i sensi. La vista, in particolare, svolge un ruolo cruciale nella "costruzione" di una immagine del mondo. Attraverso un complicatissimo sistema di elaborazione, riusciamo a riprodurre nel nostro cervello uno spazio ambiente tridimensionale. Detto in altro modo, il nostro apparato cognitivo/sensitivo esegue un mapping della realtà esterna. Ciò è vitale per la nostra sopravvivenza indissolubilmente legata alla capacità di spostamento nello spazio fisico.

I matematici ci insegnano che il predetto spazio obbedisce con buona approssimazione, alla geometria euclidea. Tuttavia, alcune teorie fisiche prevedono l'esistenza di ulteriori dimensionalità. Un caso significativo - il primo nella storia della fisica - è offerto dalla teoria della Relatività Ristretta formulata da A. Einstein nel 1905, secondo cui lo spazio ambiente in cui si sviluppano i processi fisici è dotato di una quarta dimensione: il tempo. Ancora più audace è la teoria della Relatività Generale, dal momento che aggiunge la curvatura quale ulteriore ingrediente, distruggendo in tal modo il carattere euclideo dello spazio.

Nonostante ciò, la nostra percezione è "inchiodata" alla terza dimensione ed è ferma all'euclideo. Per ora è importante avere chiaro il concetto secondo cui l'ambiente macroscopico nel quale siamo immersi, è con buona approssimazione (nella scala della nostra esistenza) euclideo e tridimensionale.
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