Robert Gilmore insegna fisica all’Università di Bristol. Nella sua lunga carriera di studioso di fisica delle particelle, ha lavorato al Brookhaven National Laboratory, allo Stanford Linear Accelerator Center e al CERN di Ginevra.
Più bizzarro del Cappellaio matto, più imprevedibile della Regina di Cuori, più elusivo del Gatto del Cheshire è il mondo dei quanti che la fisica del Novecento ha rivelato a ricercatori che confessavano di "non credere ai propri occhi", cioè a quello che con formule ed esperimenti stavano dimostrando. Ricalcando le orme del grande Carroll, Robert Gilmore ci presenta un'Alice che attraversa non più uno specchio ma uno schermo televisivo, finendo nel mondo degli oggetti infinitamente piccoli. Diventa così "particella onoraria" tra fotoni ed elettroni, curiosa osservatrice della Saala degli Esperimenti sentali, scolara diligente alla "Scuola Copenhagen" dove pone domande imbarazzanti a un maestro somigliatissimo a Niels Bohr. (altro…)