Abbiamo visto che il lavoro eseguito da una forza F applicata ad un punto materiale che si sposta (per effetto di F) lungo una traiettoria γ, è
essendo A,B gli estremi del percorso. Nelle applicazioni si presenta spesso il problema di determinare la rapidità con cui è eseguito il lavoro L. Più speficatamente, consideriamo un dispositivo meccanico (macchina) in grado di sviluppare una forza F e quindi un lavoro. Se per un assegnato intervallo di tempo Δ=t2-t1, il lavoro compiuto dalla predetta forza è ΔL, il rapporto
definisce la potenza media fornita dalla macchina. Dal momento che l'equazione scritta sopra è il rapporto incrementale relativo alla funzione L(t), è ragionevole aspettarsi l'esistenza del limite:
Sia dato un pendolo semplice costituito da una massa puntiforme m sospesa ad un punto fisso C mediante un filo di lunghezza l (fig. 1). La massa è inizialmente in posizione di riposo O. Viene quindi applicata una forza orizzontale F tale da mantenere il corpo in equilibrio in ogni posizione. Si determini il lavoro eseguito dalla predetta forza nello spostare il corpo da O a B. Calcolare poi il lavoro eseguito dalla forza peso e dalla tensione del filo per il medesimo spostamento
Soluzione
La condizione di equilibrio quando il corpo è in B restituisce l'equazione vettoriale:
che può essere proiettata su una coppia di assi rispettivamente tangente e normale alla traiettoria circolare (fig. 1)
L'equazione che ci interessa è la prima:
che fornisce il modulo della forza affinché il corpo sia in equilibrio in B. Per calcolare il lavoro eseguito da tale forza nello spostare il corpo da O a B, dobbiamo tener conto che il modulo di F varia lungo la traiettoria, giacché in ogni punto individuato dall'angolo θ, dovrà aversi
Il lavoro eseguito è
essendo γ(O,B) l'arco di circonferenza di centro C e raggio l, di estremi O e B. L'integrando è la forma differenziale lineare