La fig. 1 è uno screenshot di una conversazione in corso sul nostro gruppo facebook. Di seguito riportiamo in corsivo quotato, le argomentazioni del prof. D. Annunziata che tra l'altro, sono tratte dal suo libro presentato qui:
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Ciò premesso, riportiamo il seguente stralcio della predetta conversazione:
Se sostituiamo il termine spaziotempo (ST) della RG col termine fluido cosmico (FC) della TG e il termine curvatura dello ST col termine gradiente barico gravitinico del FC, la RG e la TG, sotto molti punti di vista, si possono considerare equivalenti anche se le interpretazioni dei vari fenomeni, da esse previsti, sono essenzialmente diverse. Ricordiamo che sia il FC sia lo ST non sono enti statici e indeformabili, ma dinamici. Non solo i gravitini si muovono in modo casuale in tutte le direzioni, ma il FC e lo ST sono caratterizzati da un’espansione a livello cosmico. Però, mentre non ha senso parlare di espansione dello ST in se stesso, infatti non ne abbiamo alcuna esperienza diretta,
Il parsec è la distanza da cui il semiasse maggiore dell'orbita terrestre è visto sotto un angolo di un secondo d'arco. Riesce:
In cosmologia le distanze di interesse fisico sono dell'ordine dei megaparsec (Mpc).
La legge di Hubble
La legge di Hubble è espressa dalla seguente equazione:
dove v è la velocità di recessione di una galassia che dista d dall'osservatore O, mentre H0 è la "costante" di Hubble. Si notino le virgolette, in quanto tale grandezza varia in funzione del tempo. Incidentalmente, il pedice 0 si riferisce all'epoca cosmologica attuale (t0). Nella predetta legge la velocità è espressa in km/s mentre la distanza è in Mpc. Dai dati osservativi:
Spesso è preferibile lavorare su una costante di Hubble normalizzata:
Quale è l'ordine di grandezza di d? Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto osservare che una galassia si muove rispetto all'ammasso di appartenenza, con una data velocità vp detta velocità peculiare. Ne segue che la distanza d deve essere tale che
D'altra parte, d non deve superare un certo valore massimo altrimenti
I dati osservativi ci dicono che vp~10³km /s per cui
La legge di Hubble è manifestamente isotropa, valida cioè in un universo in espansione isotropa. Volendo tener conto di una eventuale anisotropia dell'espansione, facciamo riferimento alla fig.
in cui è istituito un sistema di riferimento con origine nella nostra galassia. In tale sistema viene osservata una galassia lontana, posizionata dal vettore d.
Per introdurre eventuali anisotropie nella legge di Hubble, siamo tentati a scrivere
Tuttavia, da un punto di vista osservativo, riesce efficace introdurre un tensore tridimensionale Hik che chiamiamo tensore di Hubble. Quindi le singole componenti cartesiane del vettore velocità di recessione della galassia assegnata, si scrivono nella usuale convenzione di somma di Einstein: