Bertrand Russell non ha bisogno di presentazioni... In fig. 1 vediamo il suo saggio Perché non sono cristiano. Non è questa la sede per recensire il pensiero di Russell, però vale la pena sottolineare alcuni aspetti salienti:
il riferimento esplicito a quella corrente filosofica denominata gnosticismo secondo cui all'origine dell'universo ci sarebbe un demiurgo (simbolo archetipo, per dirla con Jung).
È una ipotesi abbastanza realistica, che ritroviamo nell'opera dello scrittore visionario Philip K. Dick. In un suo famoso racconto, il protagonista contrastava la legge dell'aumento dell'entropia, con una bomboletta spray che iniettava dosi di sintropia.
Nel saggio è riportato un dibattito tra l'autore e un teologo (Padre F.C. Copleston S.J.), che fu trasmesso nel 1948 dal Terzo Programma della B.B.C.
Per inciso, Russell si dichiarava agnostico e non ateo. Di seguito uno stralcio che richiama i problemi epistemologici della meccanica quantistica:
Questo brano (fig. 1) è tratto da Il Tao della fisica, e si riferisce al famoso "dualismo cartesiano". Un esempio immediato, è dato dalla separazione "mente/corpo" (o ciò che è lo stesso, "anima/mente").
Tale dualismo è vitale per lo sviluppo della scienza, che richiede l'esistenza univoca di una classe di "osservatori indipendenti". Più precisamente, se un osservatore/sperimentatore realizza un esperimento X con risultati Y, ne segue che Y dovrà essere riprodotto da un qualunque osservatore appartenente alla predetta classe. In sostanza, abbiamo un processo di oggettivazione che separa l'osservatore dalla "realtà esterna". Questo principio è INDISPENSABILE per ricostruire un modello fisico della realtà o più precisamente, del fenomeno che si vuole studiare, ma ha degli effetti devastanti se è estremizzato. Un esempio immediato: la separazione tra noi e il nostro ambiente; fino a quando quest'ultimo è considerato alla stregua di una "realtà separata", siamo portati a sfruttarlo e quindi, a distruggerlo. Prove evidenti sono l'inquinamento, il mutamento climatico etc. La devastazione dell'ambiente conduce a effetti deleteri che includono anche la zoonosi ovvero il famigerato "salto di specie" di agenti virali. Ne parlavo ieri sera a Gaeta vecchia con il biologo Adriano Madonna. Occorre un mutamento di paradigma che purtroppo resta un'utopia, perché certi "santuari" sono intoccabili.
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This passage (fig. 1) is taken from The Tao of physics , and refers to the famous "Cartesian dualism". An immediate example is the "mind / body" separation (or what is the same, "soul / mind").
This dualism is vital for the development of science, which requires the univocal existence of a class of "independent observers". More precisely, if an observer / experimenter carries out an experiment X with results Y, it follows that Y must be reproduced by any observer belonging to the aforementioned class. Basically, we have a process of objectification that separates the observer from "external reality". This principle is INDISPENSABLE to reconstruct a physical model of reality or more precisely, of the phenomenon to be studied, but it has devastating effects if it is taken to the extreme. An immediate example: the separation between us and our environment; as long as the latter is considered to be a "separate reality", we are led to exploit it and therefore, to destroy it. Clear evidence is pollution, climate change etc. The devastation of the environment leads to deleterious effects that also include zoonosis or the notorious "species jump" of viral agents. I talked about it last night in old Gaeta with the biologist Adriano Madonna . A paradigm shift is needed which unfortunately remains a utopia, because certain "sanctuaries" are untouchable.