[¯|¯] Un approccio computazionale al NOISE

lunedì, Marzo 6th, 2017

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Fig. 2


Introduzione. L'ipotesi ergodica

L'approccio standard allo studio del noise è di natura statistica. Più precisamente, si assume come ipotesi di lavoro la cosiddetta ipotesi ergodica che permette di sostituire la media temporale di una grandezza aleatoria y(t) con la media d'insieme:

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dove Y è l'insieme dei valori assunti da y(t) e P(y,t) è la densità di probabilità: P(y0,t)dy è la probabilità infinitesima che una misura di y all'istante t fornisca un valore appartenente all'intervallo infinitesimo [y0,y0+dy]. Particolarmente diffusi sono processi aleatori stazionari, i.e. processi in cui la densità di probabilità non dipende esplicitamente dal tempo:

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Per un processo aleatorio stazionario si ha

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La stazionarietà di un processo aleatorio è una condizione necessaria (ma non sufficiente) per l'ergodicità. Più precisamente, un processo aleatorio è ergodico se le medie di insieme coincidono con le medie temporali:

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dove

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I processi aleatori che ci interessano sono ergodici, perciò per il calcolo dei valori medi ci riferiamo alla formula vista prima. Una grandezza statisticamente significativa è la varianza:

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che nel caso di media nulla si riduce a . Risulta

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cioè la potenza della grandezza y(t). Lo step successivo consiste nel descrivere l'evoluzione temporale di una variabile aleatoria y(t) attraverso la funzione di autocorrelazione

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che si dimostra essere (teorema di Wiener-Khintchine
la trasformata di Fourier dello spettro di potenza w(ω), definito da

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Cioè

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Da queste formule appare chiaro che lo studio statistico del noise è fondamentalmente basato sull'analisi dello spettro di potenza.

Rinunciare all'ipotesi ergodica

Rinunciare all'ipotesi ergodica equivale a sostituire l'analisi nel dominio delle configurazioni all'analisi nel dominio del tempo. Sembra un'operazione impossibile proprio per come sono definite le variabili aleatorie. A questo punto ricordiamo la distinzione tra grandezze deterministiche e grandezze aleatorie:
Il valore di una grandezza deterministica ydet in un istante t' è univocamente determinato dal valore assunto in un generico istante t minore di t'. In simboli:

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Per una grandezza aleatoria yal il valore assunto in t' non è univocamente determinato dai valori assunti a tempi t minore di t'. Però può accadere:

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essendo P(yal(t')) la densità di probabilità di misurare il valore yal(t'). Secondo le formule precedenti la probabilità che in un istante t'>t la grandezza yal} assuma un assegnato valore, è univocamente determinata dal valore assunto da yal al tempo t. Ciò si esprime dicendo che yal(t') è correlato a yal}(t). Nel caso contrario, diremo che i suddetti valori sono scorrelati. Poniamo

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dove abbiamo omesso il pedice "al". Se P(y1,y2) è la densità di probabilità congiunta, si ha:

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È chiaro che

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