Probabilmente, per comprendere le vere motivazioni che spinsero Maturana e Varela a formulare l'autopoiesi, bisogna riferirsi al periodo 1946-1960. Infatti, nel campo delle scienze positive in quegli anni stava emergendo un nuovo paradigma, essenzialmente basata sull'"organizzazione" di un sistema (fisico, biologico, economico, sociale) e non sulla sua struttura nel senso materiale del termine. In quegli anni alcuni fisici e matematici come Norbert Wiener e Von Neumann si riunivano nelle famose "conferenze della Macy" per discutere di questi problemi. Nacque, quindi, il cosiddetto "movimento dei cibernetici". Il neologismo "cibernetica" (dal greco, "timoniere") fu coniato da Wiener, e la cibernetica è fondamentalmente, una "teoria del controllo" di un assegnato sistema dinamico, sia esso artificiale o umano/animale. (altro…)
Questo hand-book è pubblicato da Passerino Editore su Amazon, nonché su altre librerie digitali. Di seguito la sinossi
Nel 1970 i neurofisiologi cileni Humberto Maturana e Francisco Varela dell'università di Santiago del Cile, nel tentativo di formulare una definizione operativa di "sistema vivente" nel paradigma meccanicistico (ossia senza invocare enti metafisici del tipo forza vitale) si imbattereno in una strana proprietà dei predetti sistemi. In parole povere, ciò che effettivamente distingue un sistema vivente da un sistema non vivente, non è la capacità di riproduzione, bensì la proprietà di "produrre parte di sè". Tale argomentazione potrebbe suonare banale, ma in realtà apre nuovi fantastici orizzonti nel paradigma della teoria dei sistemi. I due neuroscienziati coniarono un nuovo termine per denominare la caratteristica fondamentale degli organismi viventi: autopoiesi che tradotto dal greco significa, appunto, produzione di sé.