La morte clinica del Covid-19 secondo Karl Popper

sabato, Giugno 27th, 2020

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La sovrapposizione degli stati di vita/morte di quello strano aggeggio molecolare denominato Covid-19 dovrebbe far riflettere scienziati e non. Soprattutto per ciò che riguarda una infarinatura di epistemologia che un qualunque scienziato dovrebbe avere. Alternativamente, si rischia di toppare di brutto confermando il noto aforisma di Rutherford, secondo cui nella scienza esiste solo la fisica; tutto il resto è collezione di francobolli.

In un'approssimazione molto rozza ma efficace, per Popper in scienza il termine "verità" non ha significato. Ad esempio, se 1000 esperimenti confermano un'assegnata teoria T, non è detto che T sia "vera". Semplicemente, aumenta il nostro grado di fiducia nei suoi confronti. Infatti, se un solo esperimento invalida la predetta teoria, ne consegue necessariamente la sua falsità. Detto in altro modo, la coppia di variabili dicotomiche vero/falso è "compromessa", nel senso che abbiamo accesso solo a una delle due (corrispondente allo stato logico "falso").
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Si può vivere solo di Matematica e Scienza?

venerdì, Giugno 26th, 2020

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Da una domanda posta dall'ing. Giorgio Bertucelli.


Quando si parla di Scienza, ci si riferisce al Metodo Galileiano. In realtà, le origini della Scienza si perdono nella notte dei tempi: già i filosofi ionici si ponevano domande sulla natura del reale. Per converso, la genialità galileiana ha reso operativo un procedimento induttivo che implementa l'autentico building block del Metodo scientifico, i cui cardini sono i seguenti:

  1. I risultati di un qualunque esperimento sono indipendenti dall'osservatore;
  2. Una teoria in grado di interpretare i dati sperimantali, è scritta in linguaggio matematico;

Attraverso un procedimento induttivo, da pochi "fatti sperimentali" è possibile estrapolare una teoria in grado non solo di interpretarli, ma anche di fare previsioni su esperimenti futuri. Utilizzando un linguaggio suggestivo ma efficace, possiamo asserire che il metodo galileiano si comporta alla stregua di un sistema che accetta in ingresso dati sperimentali, ed emette in uscita equazioni e teorie fisiche. Abbiamo cioè, lo schema:

DATA IN --> EQUATIONS OUT

Ne consegue che affinché una teoria sia in grado di fare previsioni sulla realtà, deve essere:

  1. autoconsistente
  2. non deve essere contraddetta dai dati sperimentali

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