Il libro è di non facile lettura, e non basterebbero dieci post per discuterne. A noi interessano le argomentazioni dell'autore che mettono in discussione l'ipotesi dell'Intelligenza Artificiale forte. In sostanza, secondo tale assunto la coscienza di un qualunque sistema cognitivo (umano, artificiale, extra-terrestre) è il risultato dell'esecuzione di un algoritmo, per quanto complicato possa essere quest'ultimo. Di contro, i processi che avvengono a livello subcosciente non sono computabili (cioè non esiste alcun algoritmo che dia come output il processo medesimo). (altro…)
La mente umana è incapace di formulare (o meccanizzare) tutte le intuizioni matematiche, vale a dire se essa è riuscita a formularne alcune, questo stesso fatto produce nuove conoscenze di carattere intuitivo, per esempio la coerenza di questo formalismo. Questo fatto può chiamarsi "incompletabilità" della matematica. D'altra parte, sulla base di quanto è stato finora dimostrato, resta concepibile che possa esistere (e addirittura che possa essere scoperta empiricamente) un dimostratore meccanico che in realtà è equivalente all'intuizione matematica, ma di cui non si può
dimostrare che lo sia, né si può dimostrare che produca solo teoremi corretti della teoria dei numeri finitaria