Un legame inatteso (ma non tanto) tra matematica e arte. Dalla intro:
Come è ben noto, la percezione del mondo reale avviene attraverso i sensi. La vista, in particolare, svolge un ruolo cruciale nella “costruzione” di una immagine del mondo. Attraverso un complicatissimo sistema di elaborazione, riusciamo a riprodurre nel nostro cervello uno spazio ambiente tridimensionale. Detto in altro modo, il nostro apparato cognitivo/sensitivo esegue un mapping della realtà esterna. Ciò è vitale per la nostra sopravvivenza indissolubilmente legata alla capacità di spostamento nello spazio fisico. (altro…)
Nella litografia di Escher (fig. 1) è ben visibile un paradosso percettivo, nel senso che sulla scacchiera i rettili appaiono "schiacciati" in uno spazio 2-dimensionale. Da un punto di vista matematico, possiamo dire che lo spazio fisico come lo presenta Escher è Rn, dove la dimensionalità n è
avendo rappresentato la scacchiera attraverso il prodotto cartesiano dell'intervallo chiuso [0,1] per se stesso (geometricamente tale prodotto rappresenta un quadrato di lunghezza unitaria). Fuori della scacchiera, invece, compare la terza dimensione. In entrambi i casi, la metrica è euclidea:
con il tensore metrico dato da
Escher rappresenta il Reale attraverso enti geometrici ben definiti, introducendo però, una distorsione della percezione: la dimensionalità variabile, giacché sulla scacchiera la terza dimensione è collassata. Il messaggio contenuto in questa litografia è molto forte; in parole povere ci sta dicendo che una geometria con dimensioni fisse non è l'istanza fondamentale del Reale. (altro…)