Questo semplice esercizio di cinematica fa riflettere sull'importanza delle forze di attrito, anche se nel caso in esame si tratta di resistenza passiva.
Immaginiamo per un attimo che l'atmosfera del nostro pianeta non eserciti una resistenza passiva sui corpi in movimento. Visualizziamo ora il seguente scenario: un passante senza ombrello viene investito dalla pioggia, che può essere schematizzata attraverso un insieme di sferette di raggio rε (al limite infinitesimo) in caduta libera da una quota di 2·10³m , e in assenza di vento. È possibile paragonare l'effetto della pioggia a quello di un fascio di proiettili sparati da una mitragliatrice?
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Il testo di alcuni esercizi è tutt'altro che chiaro. Nel testo in questione (tratto dall'Halliday-Resnick) all'inizio non è specificato che l'ascensore rallenta (anche se poi deve essere per forza così). D'altra parte per un esercizio si potrebbe supporre una variazione istantanea della velocità come nel famoso problema dell'uccello che vola da un treno all'altro.
La giusta formulazione del testo potrebbe essere:
Un ascensore ha una corsa totale H=190m . La massima velocità raggiungibile è vmax=5.08m /s , con partenza da fermo e con accelerazione costante a=1.22m /s².
Determinare a quale altezza viene raggiunta la velocità massima.
In vista del termine di corsa (all'altezza H) il motore decelera di 1.22m /s², in modo da arrestare l'ascensore all'altezza H. Calcolare la durata T dell'intera corsa.