Alexander Grothendieck e Grigorij Jakovlevic Perel'man, due matematici che hanno sputato sui dollari

Agosto 18th, 2021 | by Marcello Colozzo |

Alexander Grothendieck,Grothendieck Grigorij Jakovlevic Perel'man


Perel'man non ha bisogno di presentazioni... Per Grothendieck ci sono alcuni brani interessante su L'enigma dei numeri primi:

Prendendo come basei i primi tentativi di Weil, egli mise a punto un nuovo linguaggio matematico. Come le nuove intuizioni di Riemann avevano segnato un punto di svolta della matematica, il nuovo linguaggio della geometria e dell'algebra elaborato da Grothendieck vide la creazione di una dialettica interamente nuova, che permise ai matematici di articolare idee precentementen inesprimibili.
[...]

Grothendieck fece del suo meglio per vivere in linea con gli ideali politici di suo padre. Divenne un irriducibile pacifista, facendo a gran voce campagna contro il riarmo durante gli anni 60. Denunciò con forza il peggioramento della situazione politica in Russia - al punto che quando, nel 1966, gli venne conferita la medaglia Fields per i progressi da lui portati nel campo della geometria algebrica, si rifiutò di andare a Mosca a ritirare il premio, come gesto di protesta contro l'escalation militare sovietica.

Tutto il tempo speso a esplorare il mondo della matematica aveva fatto sì che, sul piano politico, Grothendieck fosse rimasto su posizione alquanto ingenue. Quando gli venne mostrato un poster che pubblicizzava una conferenza sponsorizzata dalla NATO, alla quale avrebbe dovuto partecipare nella veste di uno degli oratori più importanti, Grothendieck chiese - con una beata innocenza - che cosa significasse la sigla «NATO». Non appena gli spiegarono che si trattava di un'organizzazione militare, scrisse una lettera agli organizzatori minacciando di non presentarsi.

[...]

Le cose giunsero al punto critico nel 1970, quando Grothendieck scoprì che una parte dei finanziamenti privati dell'istituto per il quale lavorava, venivano da fonti militari. Andò diritto dal direttore, L. Motchane, minacciando di dimettersi. Grothendieck - che più di ogni altro aveva contribuito alla creazione dell'istituto - non era però una persona arrendevole comoe gli organizzatori di quella conferenza di qualche anno prima. Grothendieck, dal canto suo, rimase fedele ai propri ideali e se ne andò.
Egli era più felice nel ruolo di emarginato: odiava l'idea di restarsene comodo all'interno del sistema.

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