Il Costruttore Universale

Giugno 19th, 2021 | by Marcello Colozzo |

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Su Il corriere della Sera c'è un articolo interessante su alcune idee di Chiara Marletto, fisico teorico all'Università di Oxford, riguardo a una possibile "Teoria del tutto". Da premettere che il titolo dell'articolo sul giornale citato è fuorviante perché Newton non c'entra nulla. Piuttosto, stiamo parlando del famigerato "matrimonio sotto la minaccia di un fucile", come si espresse un noto fisico per evidenziare l'incompatibilità tra la Relatività Generale di A. Einstein e la Meccanica quantistica.
Ciò premesso, leggiamo un brano dell'articolo:

Tutto è partito dall’idea di sostituire i bit, le unità di informazione del computer classico, con i QuBit, i quantum bit, che obbediscono alle leggi della fisica quantistica e hanno a disposizione più possibilità quando eseguono una computazione.

Anche se idealmente possiamo inglobare in un qubit una quantità infinita di informazione in realtà i bit disponibili sono quelli classici, giacché in seguito alla misura il qubit si riduce a uno dei due bit classici componenti. Quindi l’informazione infinita è potenzialmente inglobata in un qubit e al tempo stesso rimane confinata nella dimensione submicroscopica, per cui è inutilizzabile per le ragioni appena esposte.
[...]

La “cancellazione” del bit non misurato, potrebbe essere apparente nel senso che secondo alcune teorie, in seguito all’operazione di misura l’universo si riproduce in due copie distinte, in modo da riprodurre entrambe le variabili 0/1. Se ad esempio, il risultato della misura restituisce l'autostato |0>, il rimanente autostato |1> viene salvato in una copia dell’universo prodotta dall’operazione di misura. In tale paradigma l’operazione di misura di una qualunque osservabile quantistica è un’operazione di cloning (o di splitting) dell’universo in un numero di copie pari alla cardinalità dello spettro degli autovalori dell’osservabile medesima. Per i dettagli tecnici, consiglio la lettura di questo file pdf (pagg. 7 e seguenti).
Continuiamo la lettura:

La strada porta a un computer quantistico universale e poi ad un «costruttore universale». Una macchina ideata dal fisico John von Neumann, programmata per eseguire qualunque trasformazione «fisicamente possibile» e non solo calcoli. Come una stampante 3d, potrebbe produrre qualsiasi oggetto: una casa intera, altri esseri viventi e così via.

Questo brano dà implicitamente per scontata l'ipotesi dell'Intelligenza Artificiale Forte, bypassando i problemi sollevati dal Teorema di Gödel, come sottolineato nel saggio di R. Penrose La mente nuova dell'imperatore. Incidentalmente, la riduzione di un qubit non risolve affatto il problema ontologico della riduzione medesima, che come è noto tira in ballo la spinosa questione della coscienza dell'osservatore. Tra l'altro, l'idea di "computer quantistico" emergerebbe da alcune idee di R. Penrose, come ad esempio gli spin networks; giusto per fare un esempio banale: i sistemi di spin 1/2 ben si prestano ad emulare un qubit. Utilizzando un linguaggio impreciso ma efficace, secondo queste teorie l'universo è lo stato eccitato di un computer quantistico. Generalizzando, potrebbe trovarsi in una sovrapposizione di autostati (di una qualche "osservabile"), il che induce una domanda non banale: "chi" o "cosa" determina il collasso della funzione d'onda?

Per concludere, suggerisco la lettura in preprint di alcune interessanti pubblicazioni di Chiara Marletto:

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