La vita, l'universo e tutto quanto

Giugno 8th, 2021 | by Marcello Colozzo |

intelligenza artificiale,spin networks,Douglas Hofstadter


La modellizzazione dell'universo attraverso un sistema quanto-meccanico (spin networks) implica l'esecuzione di un calcolo che restituisce la cosiddetta "Realtà". Detto in altro modo, l'universo sembra essere uno stato eccitato di una rete di spin che "crea" l'illusione fenomenologica di spazio/tempo/materia-energia. Ne seguirebbe un carattere altrettanto illusorio della nostra esistenza. Metaforicamente parlando, siamo già morti e al contempo viviamo l'illusione di un'"esistenza" attraverso quel supremo inganno percettivo denominato Tempo. Siamo sistemi dinamici introspettivi e come tali in grado di far collassare la funzione d'onda di un sistema quantistico (diversamente quest'ultimo resterebbe "congelato" in una sorta di limbo, emulando il famoso gatto di Schrödinger). La nostra capacità introspettiva potrebbe non essere un mero frutto del caso, ma il risultato di un elemento psichico.

Per Douglas Hofstadter (autore di Gödel, Escher, Bach, un'eterna ghirlanda brillante) la diatriba Artificiale/Naturale potrebbe essere innescata da un falso problema, anche se le perplessità dell'autore sono interessanti, ed esemplificate nel brano seguente:

[Un programma di Intelligenza Artificiale] dovrebbe capire la gioia e la solitudine di una notte fredda e ventosa, il desiderio struggente di una mano amata, l'inaccessibilità di una città lontana, lo strazio e il lento recupero dopo la morte di una persona cara. Dovrebbe conoscere la rassegnazione, la stanchezza della vita, l'angoscia e la disperazione, la determinazione e il successo, la pietà e la paura. Dovrebbe saper accogliere sentimenti opposti come speranza e timore, tormento e giubilo, serenità e ansia; e non dovrebbero essergli estranei il senso della grazia, l'ironia, il senso dell'inatteso.

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