Il principio di località di Einstein e la meccanica quantistica
Marzo 12th, 2021 | by Marcello Colozzo |
Per quanto visto nel numero precedente l'impossibilità di applicare il principio di indeterminazione di Heisenberg al centro di massa del sistema costituito dalle due particelle, consente di determinare simultaneamente la quantità di moto totale p del sistema (ricordiamo che tale grandezza si identifica con la quantità di moto del centro di massa quando si attribuisce a tale punto la massa totale del sistema) e la posizione relativa x=x1-x2 delle due particelle. Quindi misurando la quantità di moto della particella 1, si perviene automaticamente alla conoscenza della quantità di moto della particella 2. Similmente per ciò che riguarda la posizione della medesima particella.
Tuttavia, per i sostenitori dell'interpretazione di Copenaghen, posizione e quantità di moto della particella 2 sono intrinsecamente legate al procedimento di misura condotto sulla particella 1. Dal momento che tali particelle hanno interagito nel passato per un intervallo di tempo τ (durata dell'urto) per poi allontanarsi, ne segue che in linea di principio, tali particelle possono essere distanti anni-luce nell'istante in cui viene misurata la quantità di moto della particella 1. Un possibile legame tra il predetto procedimento di misura e lo stato meccanico (x,p) della particella 2, implica l'esistenza di una "spettrale" azione a distanza, che per EPR è manifestamente inaccettabile giacché una qualunque interazione non può propagarsi a velocità maggiore della velocità della luce. Ciò è espresso dal seguente principio:
Principio di località di Einstein
La reale situazione fattuale del sistema S2 è indipendente da quanto accade al sistema S1, quando esso è spazialmente separato dal primo.
Qui ci si riferisce ai sistemi S1 e S2 ovvero alle particelle 1 e 2, rispettivamente.
Tale principio è la base del localismo. Si noti che tale locuzione richiede necessariamente la nozione di separabilità. Incidentalmente, per confutare le ipotesi di EPR, i sostenitori dell'interpretazione di Copenaghen, invocarono la circostanza secondo cui l'interazone tra le particelle 1 e 2 ha reso non-separabili tali sistemi. Per essere più precisi, le predette particelle compongono un unico sistema S per cui anche se 1 e 2 si trovano ad anni luce di distanza, una misura eseguita su una delle due particelle, avrà un effetto istantaneo sull'altra.
Tags: localismo, meccanica quantistica, paradosso EPR, principio di località di Einstein
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