Dove la verità possa condurre, è forse cosa che turba lo scienziato? L'impulso della ricerca che muove la coscienza di Galilei viene rappresentato da Brecht come un fenomeno sociale che l o guida su un terreno pericoloso. Nell'ambivalenza del suo conflitto - rifiutare o adattarsi - che lo condusse ad optare per una scienza specializzata e strettamente delimitata, è già presente l'interrogativo che Leonardo Sciascia propone come quello della tormentata coscienza di Majorana. Il problema della responsabilità dello scienziato e dei suoli limiti ha già raggiunto l'importanza di un nuovo genere letterario. La letteratura tedesca lo definisce "Physikerdrama". (altro…)
Un giorno d'autunno del 1927 Ettore si recò dunque da Fermi, il quale, senza troppi convenevoli, gli espose le ricerche che si stavano compiendo in quel periodo.
Già da circa un anno Fermi si occupava della Fisica degli atomi pesanti, e quindi con molti elettroni, introducendo alcuni concetti statistici di cui lui stesso ed altri, in precedenza, avevano studiato le conseguenze, e che sfociò in quella che è universalmente nota come la statistica di Fermi-Dirac. Tale applicazione alla Fisica atomica risultò nella formulazione del modello statistico degli atomi, conosciuto con il nome di Thomas-Fermi. La caratterizzazione degli atomi pesanti in quel modello è subordinata alla conoscenza di una funzione, soluzione di una equazione differenziale non lineare con particolari condizioni al contorno, che fornisce il "potenziale universale di Fermi", valido per tutti gli elementi chimici. Purtroppo, però, non era stata trovata la soluzione al suddetto problema ma Fermi, che di certo non era aduso a indietreggiare di fronte a difficoltà matematiche, trovò una soluzione approssimata e compilò una tabella di valori numerici che fu molto utilizzata nell'ambiente internazionale dei fisici atomici. (altro…)