Jung afferma che parte della psiche non è soggetta alle leggi di spazio e tempo. Il confine tra la creazione di eventi e una Dimensione altra è la Singolarità in cui tempo e spazio avrebbero valore zero e ci si muove in un ambito astratto di non luoghi e di non momenti, che tuttavia sembra necessitato ad apparire e mostrarsi. Si ha un filmato di eventi e di coscienze che navigano nello spazio e nel tempo provenienti da un altrove ove tutto è pensato ed "È", ma che sembra abbia bisogno di osservatori: noi e la nostra coscienza recitante, e ciò perché il Grande Vasaio ha bisogno di emozioni per sentirsi vivo [...]
ciò spinge John A. Wheeler a ipotizzare l'Universo come sistema che si auto osserva.