In una lezione precedente abbiamo visto che le principali informazioni sul comportamento dei modelli di Friedmann sono contenute nell'equazione differenziale:
Ricordiamo che
dove w è un indice che distingue i modelli a radiazione dominante (w=1/3) da quelli a materia dominante (w=0). In linea di principio, la densità totale dell'universo può essere espressa come somma dei contributi provenienti dalle singole componenti del plasma cosmologico in una data epoca. Quindi:
Conseguentemente, il parametro di densità si esprime come:
Se ci riferiamo all'epoca attuale le formule precedenti si scrivono:
I dati osservativi ci dicono che per distanze superiori ai 100 Mpc, l'universo è omogeneo ed isotropo: non esistono posizioni e direzioni privilegiate per ciò che riguarda le proprietà fisiche.
La struttura a larga scala dell'universo è governata dalla teoria della Relatività Generale di Einstein; scriviamo quindi le equazioni di campo di Einstein senza il termine cosmologico:
Ricordiamo che gµν, Rµν, R, sono rispettivamente il tensore metrico, il tensore di Ricci, lo scalare di curvatura, mentre Tµν è il tensore energia-impulso della materia in una sua rappresentazione fenomenologica. Tali equazioni ammettono una classe di soluzioni dotate della suddetta simmetria. Soluzioni note come modelli di Friedmann, mentre la richiesta di omogeneità ed isotropia è nota come Principio Cosmologico.
In Relatività Generale la scelta del sistema di coordinate è totalmente arbitraria, e nella ricerca delle soluzioni di Friedmann, il sistema di coordinate più idoneo è quello in co-moving.
Iniziamo col modellizzare la materia che riempie l'universo attraverso un fluido, il cui singolo elemento è individuato da tre coordinate spaziali xk. (altro…)