La mela di Turing

Maggio 2nd, 2021 | by Marcello Colozzo |

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Se Alan Turing fosse ancora tra noi, avrebbe sicuramente tentato di risolvere l'attuale pandemia nel paradigma dell'Intelligenza Artificale Forte.

Turing non ha bisogno di presentazioni, in quanto è noto al grande pubblico per aver decrittato la Macchina Enigma durante la seconda guerra mondiale. Tuttavia esistono altri lavori inediti dell'eminente matematico, come riportato nel saggio L'uomo che sapeva troppo. Ad esempio, la scoperta di un limite superiore del nunmero di Skewes

Nel libro citato, l'autore propone una nuova ed inquietante ipotesi sulla morte di Turing, avvenuta in seguito al morso "accidentale" di una mela intrisa di cianuro. In linea di principio, non sarebbe da escludere un omicidio inscenando un suicidio, esattamente come nell'omonimo film di Hitchcock del 1956.

Nel marzo del 1954, qualche mese prima della sua morte, Turing inviò al collega Robin Gandy alcune cartoline con aforismi di matematici illustri. La serie era intitolata "Messaggi dal mondo invisibile".

L'Universo è il cono di luce della creazione.
La scienza è un'equazione differenziale. La religione è una condizione ai limiti.
Iperboloidi di Luce mirabile
che girano per sempre attraverso lo Spazio e il Tempo
albergno le Onde che in qualche modo potrebbero
recitare fino in fondo la mirabile pandomia di Dio.
Le particelle sono caratteri.
Il principio di Esclusione si espone a puro beneficio degli elettroni stessi,
che potrebbero corromporsi (e diventare draghi o demoni) se si lascia
che si associno troppo liberamente.

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