L'uomo che vide l'infinito

Febbraio 1st, 2019 | by Marcello Colozzo |

l'uomo che vide l'infinito,Srinivasa Ramanujan Alyanger
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Un giorno, all'inizio dell'anno 1887, un bramino della provincia di Madras si reca al tempo della dea Namagiri. Il bramino ha maritato sua figlia già da molti mesi, ma il matrimonio è sterile. Che la dea Namagiri dia agli sposi la fecondità! Namagiri esaudisce la preghiera. Il 22 dicembre nasce un bambino, a cui viene dato il nome di Srinivasa Ramanujan Alyanger. La vigilia, la dea era apparsa alla madre per predirle che suo figlio sarebbe stato straordinario.

A cinque anni lo manda a scuola. Subito, la sua intelligenza sbalordisce. Sembra che già sappia quello che gli si insegna. Gli viene concessa una borsa di studio nel liceo di Kumbakonan dove suscita l'ammirazione dei compagni e dei professori. Ha quindici anni. Uno dei suoi amici gli fa ottenere in prestito dalla biblioteca un pro-memoria compilato da G. Shoobridge, professore di matematica a Cambridge. Contiene riassunti ed enunciati senza dimostrazione di circa seimila teoremi. L'effetto che produce sulla mente del giovane indiano è fantastico. Il cevello di Ramanujan comincia improvvisamente a funzionare in modo del tutto incomprensibile per noi. Egli dimostra tutte le formule. Dopo aver esaurito la geometria, attacca l'algebra. Più tardi Ramanujan racconterà che la dea Namagiri gli era apparsa per spiegargli i calcoli più difficili.

Nel 1913 lo si convince a mettersi in corrispondenza col grande matemamtico inglese G. H. Hardy, allora professore a Cambridge. Gli scrive e gli invia contemporaneamente centoventi teoremi di geometria che ha dimostrato. Hardy scrisse più tardi: "Quegli appunti potevano essere scritti soltanto da un matematico del più grande calibro". Hardy propone immediatamente a Ramanujan di recarsi a Cambridge. Ma la madre si oppone per ragioni religiose. Ancora una volta sarà la dea Namagiri a risolvere la difficoltà. Appare alla vecchia signora per convincerla che suo figli può andare, in sogno, Ramanuajan seduto nel grande anfiteatro di Cambridge fra ammiratori inglesi.

L'indiano si imbarca alla fine del 1913. Dopo qualche anno viene eletto membro della Società Reale delle Scienze e nominato professore a Cambridge, al Collegio delle Trinità. Nel 1918 si ammala. Eccolo turbercoloso. A 32 anni ritorna in India, per morirvi.

(Tratto da Il mattino dei maghi)



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