Nel 1970 i matematici svedesi Hans Riesel e Gunnar Gohl pubblicarono sulla rivista Matematics of Computation,un articolo sugli effetti della funzione
sull'andamento della distribuzione
che nel predetto articolo viene troncata a un termine N-esimo:
Riesel e Gohl assumono N=154 per due ragioni:
- per tale valore di N, l'errore sulla determinazione di π0(x) è <10-4.
- Risulta:
come vediamo dal grafico:
La condizione 2 consente di approssimare la funzione integrale
Più precisamente, il termine che può essere approssimato è
Cioè
essendo
Per N=154
Per eseguire la predetta approssimazione, consideriamo innanzitutto la funzione integranda in Ik(x):
che è definita nell'unione dei due intervalli aperti (0,1) e (1,+oo). Inoltre:
L'altro limite:
onde
Calcoliamo:
per cui
A noi interessa t>1 poiché è x1/k>1, per ogni x>0. Riesce
giacchè g(t)>0 è per t->+oo un infinitesimo di ordine >1. Tuttavia ci si avvicina al valore 1 dell'estremo inferiore di integrazione nel limite dei grandi k:
Per studiare il comportamento di tale integrale dobbiamo determinare l'ordine di infinito (se esiste) della funzione integranda g(t) per t->1+. Assumendo come infinito di riferimento 1/(t-1), si ha:
L'altro limite si calcola facilmente con la regola di De L'Hospital:
In altri termini, la funzione integranda è un infinito di ordine 2 per t->1+, per cui l'integrale diverge. Dal segno della funzione segue:
L'analisi matematica ci dice, quindi, che il contributo dominante all'integrale Ik(x) proviene dai "grandi" valori di k, poiché in corrispondenza di questi l'estremo inferiore di integrazione è circa 1. Viceversa, nel limite dei piccoli k è x1/k»1 e l'integrale è trascurabilmente piccolo, in quanto la funzione integranda si annulla rapidamente (come mostrato nel grafico di fig. 1 (al top di questa pagina).
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