
L'artificio matematico utilizzato nel numero precedente restituisce il clamoroso vantaggio di ridurre di una unità l'ordine dell'equazione differenziale di Klein-Gordon nella derivata temporale (riducendola a un'equazione 'a la Schrödinger). Il prezzo da pagare consiste nell'integrazione di un sistema di equazioni differenziali accoppiate. La particolare forma di tale sistema suggerisce una scrittura matriciale del medesimo. A tale scopo, definiamo il vettore colonna
i cui elementi sono le funzioni incognite che compaiono nel predetto sistema che qui riscriviamo:
Scriviamo un'equazione del tipo Schrödinger
dove
cui elementi di matrici sono operatori differenziali del secondo ordine che agiscono sugli elementi dello spazio di Hilbert L²(R³). Esplicitando il prodotto righe per colonne, otteniamo :
da cui
Per separare le matrici dall'operatore differenziale nabla, scriviamo
dove Y,Z sono matrici (da determinare) di ordine 2 sul campo complesso. Una possibile determinazione è
avendo introdotto le matrici:
che verificano le seguenti proprietà:
Ne concludiamo che la forma operatoriale dell'equazione di Klein-Gordon è:
dove l'operatore hamiltoniano è
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