
Per quanto visto, secondo Hugh Everett III affinché la meccanica quantistica sia non contraddittoria, è necessario sostituire il processo di riduzione di uno stato quantistico con un processo di cloning dell'universo. Più precisamente, in seguito a un'operazione di misura di una osservabile quantistica, l'universo si riproduce in un numero di copie pari al numero degli autovalori dell'osservabile medesima. In breve, abbiamo una configurazione a N mondi, e pazienza se ci sono troppe variabili giacché N può essere anche pari a +oo.
Tuttavia, l'interpretazione a più mondi conduce a situazioni altrettanto stravaganti e bizzarre (anche se non contraddittorie). A titolo di esempio, consideriamo il seguente esprimento mentale il cui schema è riprodotto in figura:
Σ è una scatola ermeticamente chiusa e contenente un sistema quantistico di spin 1/2 (precisamente, un elettrone) inizialmente preparato in una sovrapposizione lineare degli autostati |+> e |->, della componente dello spin secondo l'asse z (solitamente tali stati sono denominati up e down). Oltre all'elettrone, la scatola contiene un meccanismo M in grado di rompere una fiala F contenente un gas tossico. La minima energia necessaria ad M per rompere F sia per ipotesi correlata allo stato di spin down |->. Inoltre, una volta rotta la fiala il gas si espande in seguito all'eventuale apertura della scatola, uccidendo lo sperimentatore A (amico di Wigner, ove quest'ultimo è fuori il laboratorio, come illustrato nella figura precedente. Tale configurazione sperimentale restituisce la seguente tabella di misure:
Da ciò segue che dobbiamo necessariamente associare al sistema macroscopico "sperimentatore/amico di Wigner", due stati possibili: Avivo (amico di Wigner vivo) e Amorto (amico di Wigner morto). Matematicamente, abbiamo i due vettori ket |Avivo> e |Amorto> che sono correlati ai due stati |+> e |->. Per quanto precede, lo stato quantistico dell'elettrone rispetto allo sperimentatore A si scrive
dove i coefficienti (complessi) della combinazione lineare esprimono le rispettive ampiezze di probabilità. Se a un istante t1 l'amico di Wigner esegue una misura della componente di spin (secondo l'asse z) dell'elettrone contenuto nella scatola, si verifica una delle seguenti possibilità (con le rispettive probabilità):
Rispetto a Wigner, lo stato quantistico del sistema A+Σ si scrive:
Ne consegue che l'esito dell'esperimento (A morto o vivo) si realizzerà solo nell'istante t2 in cui Wigner entrerà nel laboratorio (munito di una maschera antigas). Wigner è libero di porre t2 > t1, per cui il predetto esito è indipendente dalla misura eseguita da A (ed è questo l'aspetto contraddittorio). Di contro, nell'interpretazione a più mondi non si verifica il processo di riduzione in seguito alla misura. Più precisamente, l'operazione di cloning dell'universo conserva la sovrapposizione degli stati:
Ne concludiamo che nell'istante in cui Wigner entra nel laboratorio, l'universo si riproduce in due copie U1 e U2. Nella seconda copia, l'amico di Wigner è morto mentre nella prima è vivo.
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