
Spesso i tensori vengono definiti attraverso il Criterio di tensorialità, vale a dire mediante una legge di trasformazione quando si passa da una base all'altra. Tale definizione non ha però un carattere intrinseco, per cui è preferibile definirli come applicazioni multilineari. Tuttavia, in molte operazioni è più facile riferirsi esclusivamente alle componenti in una base assegnata. Iniziamo a definire
Definizione
Dicesi operazione di contrazione la saturazione di un indice covariante e di un indice controvariante.
Ad esempio, consideriamo un tensore misto di rango 2:
per cui se
è una base di En(1,1), si ha:
essendo Tik le n² componenti di T nella predetta base. Eseguendo la contrazione dell'indice covariante i e dell'indice controvariante k:
che è manifestamente uno scalare, che chiamiamo traccia del tensore T. Consideriamo ora un tensore misto di rango 3, precisamente 1-covariante e 2-controvariante:
per cui se
è una base di En(1,2), si ha
dove le Tikj sono le n³ componenti di T nella predetta base. Eseguendo la contrazione dell'indice covariante i e dell'indice controvariante j:
Applicando il criterio di tensorialità vediamo che le Tiki sono le n componenti di un tensore controvariante di rango 1, ossia di un vettore di En. Da ciò segue che l'operazione di contrazione abbassa di 2 unità il rango di un tensore. Infatti, nel primo esempio siamo passati da un tensore misto di rango 2 a uno scalare (traccia del tensore), mentre nel secondo esempio la contrazione di un tensore di rango 3 ha restituito un tensore di rango 1.
A questo punto è immediato generalizzare considerando un tensore misto r-covariante e s-controvariante:
Eseguendo la contrazione dell'indice covariante i1 e dell'indice controvariante j1:
che sono le componenti di un tensore (r-1)-covariante e (s-1)-controvariante.