La nanomedicina ha appena compiuto un passo da gigante. Recentemente, su LinkedIn e diverse testate scientifiche, è rimbalzata la notizia di nanoparticelle intelligenti capaci di navigare nel flusso sanguigno per dissolvere le placche aterosclerotiche.
La particolarità? Non hanno motori elettrici, ma sfruttano il glucosio come combustibile attraverso un gradiente di densità.
Dal Modello Euristico alla Realtà
Questa notizia mi ha colpito particolarmente perché richiama un modello che sviluppai nel 2022, durante l'emergenza Covid. In quell'occasione, pubblicai su Matematica Open Source un algoritmo di inseguimento dove simulavo il movimento di anticorpi verso la proteina Spike.
Mentre in quel modello la "forza motrice" era una differenza di potenziale chimico, in questi nuovi nanorobot il principio è fisico-chimico: la propulsione avviene sfruttando le variazioni di concentrazione di glucosio nell'ambiente circostante.
La Matematica dietro il Movimento
A livello teorico, il problema si riconduce a un sistema di equazioni differenziali stocastiche. Se nel mio modello del 2022 utilizzavo Mathematica per integrare il moto random del bersaglio e la risposta dell'inseguitore, oggi vediamo quegli stessi concetti applicati per ripulire le coronarie.
Il passaggio da un "problema di inseguimento" teorico (come discusso anche su EDN) a una soluzione medica reale è la prova di quanto la modellazione euristica sia fondamentale per anticipare le tecnologie del futuro.