» Esercizi svolti di Matematica e Fisica

[¯|¯] Hackers - Gli eroi della rivoluzione informatica

L'incipit di Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica.

Il vero motivo per cui Peter Samson, nel cuore della notte, stava vagabondando sul palazzo 26 è una faccenda che lui stesso avrebbe trovato difficile spiegare. Di certe cose non si parla. Se foste come quelli con cui Peter era sul punto di far conoscenza e di cui sarebbe diventato amico, in quel suo anno da matricola al M.I.T., nell'inverno del 1958-59, non ci sarebbe stato bisogno di alcuna spiegazione. Vagabondare per il labirinto di laboratori e magazini, in cerca dei misteri della commutazione telefonica nelle stanze piene di apparecchiature seguendo sentieri di fili o di relè nei condotti sotteranei dell'aria condizionata, per qualcuno era un comportamento normale, e non c'era bisogno di giustificare l'impulso di aprire una porta senza permesso, se dietro quella porta si fosse percepito un rumore sospetto irresistiblmente attraente.

[...]

Nel 1959 non molta gente aveva visto un computer, figuriamoci poi toccarne uno. Samson - un ragazzo dai capelli rossi, ispidi e ricci con una propensione ad allungare il suono delle vocali come se stesse correndo dietro ai possibili significati delle frasi, mentre si trovava nel mezzo delle parole - aveva visto i computer durante le sue visite al Mit dalla sua città natale, Lowell nel Massachussets, a meno di cinquanta km dall'università. Queste visite lo avevano reso un "fanatico di Cambridge", uno dei tanti studenti di liceo della regione, pazzi per la scienza, che erano stati attratti, come da una forza gravitazionale, verso l'università di Cambridge. Aveva persino cercato di mettere assieme il computer personale con pezzi di scarto di vecchi flipper: erano la migliore fonte di elementi logici che avesse potuto trovare.

Un video dell'epoca in cui è visibile l'autore del libro (al minuto 3:30)

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