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Non implica la non pericolosità del coronavirus

Agosto 29th, 2020 | by Marcello Colozzo |

coronavirus,covid 19,influenza


Al di là delle considerazioni che emergono dalla lettura del documento allegato, è preferibile un ragionamento molto più semplice: ci sono casi di persone non anziane, decedute per il covid, e senza patologie pregresse. Anzi, persone in ottima forma fisica che se pure non sono decedute, hanno avuto conseguenze pesanti a livello clinico. Ora, per quanto mi riguarda, un banale raffreddore mi mette KO perchè non avendo le tonsille sono più predisposto a tali malanni. Figuriamoci il coronavirus che attacca direttamente i polmoni. Ed è proprio questo che DOVREBBE far riflettere negazionisti e complottisti. A differenza del virus dell'influenza che attacca le vie aeree superiori (trachea, naso), il coronavirus passa direttamente ai polmoni[1]. Ciò significa che il coronavirus è molto più aggressivo del virus influenzale (tenendo poi conto che crea seri problemi anche ad altri organi, come reni e cuore (è documentato)).

Procedendo per assurdo, possiamo anche parzialmente sposare la tesi negazionista, asserendo cioè che le statistiche sono state "gonfiate" (tutto da dimostrare, perché secondo l'INPS è esattamente il contrario). Ma da questo a dire che il covid non esiste o che è clinicamente morto, ce ne passa. Traslando metaforicamente quest'argomentazione in ambito cosmologico, è come dire che siccome noi conosciamo solo il 5% della struttura della materia dell'Universo, il rimanente 95% può essere "qualunque cosa".

[1] È chiaro che il virus influenzale potrebbe anche passare ai polmoni, ma questo succede a chi non si cura in maniera corretta oppure se ha altre patologie che abbassano le difese immunitarie.

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