beylikdüzü eskort

evden eve nakliyat

klima kombi servisi

Annunci AdSense






Considerazioni personali sull'Autopoiesi di Maturana-Varela

Luglio 19th, 2020 | by Marcello Colozzo |

paradosso della misura,meccanica quantistica,autopoiesi

Ho sempre avuto difficoltà a comprendere la nozione di autopoiesi, anche perché riguarda argomenti di biologia e non di fisica. Ho appreso tale concetto da "La rete della vita" di F. Capra (autore de "Il tao della fisica").
Alla fine mi sono reso conto che i sistemi autopoietici possono essere descritti matematicamente dalle "funzioni ricorsive". Fondamentalmente, una funzione ricorsiva è una funzione che "richiama se stessa". Sono importanti non solo in matematica, ma anche in informatica.
Nel caso particolare del paradosso della misura (interferenza osservatore-osservato) penso di essere riuscito ad interpretarlo in chiave "autopoietica" (ciò potrebbe essere banale, ma al tempo stesso potrebbe essere qualcosa di importante, visto che stiamo parlando di paradigmi lontanissimi l'uno dall'altro (il primo agisce a scala submicroscopica, il secondo riguarda i sistemi viventi)).
In poche parole, un osservatore/sperimentatore dal momento che è un sistema vivente S deve essere autopoietico, ovvero:
1) S è energeticamente aperto (=> scambia energia/materia con l'ambiente)
2) S è organizzativamente chiuso (=> crea "parte di se").

Nel caso di una cellula, ad esempio, per Maturana-Varela è fondamentale la presenza di una membrana quale superficie di bordo. Ovviamente tale oggetto è trasperante all'energia, ma è "opaco" all'informazione. Ciò implica che il sistema cellula ha una sua individualità. Cosa accade quando una cellula muore? Viene a cadere il punto 2, cioè la chiusura organizzativa, mentre il punto 1 si conserva giacchè la cellula continua a scambiare energia/materia con l'ambiente (è una conseguenza della termodinamica). Il sistema cellula subisce una transizione di fase: da autopoietico diviene allopoietico.
È possibile generalizzare la nozione di autopoiesi indipendentemente dalla presenza di una membrana, quale supporto materiale necessario per l'individualità? Secondo me, si. Ed è stato fatto in ambito sociale (ne avevo parlato nel blog): in una società si possono costituire cluster di individui energeticamente aperti e organizzativamente chiusi, senza invocare la presenza di una qualsivoglia "membrana".

Nel caso dell'osservatore alle prese con un'operazione di misura quantistica, ho parlato di "morte epistemica", quindi non fisica. Ciò perché viene a cadere il punto 2, ma in senso debole (per l'ovvia ragione che lo sperimentatore è fisicamente vivo). Siccome l'autopoiesi può essere generalizzata presciendendo da una "membrana" di separazione, possiamo dire che l'osservatore ha perso la propria chiusura organizzativa nei confronti del processo di misura: osservatore+osservato costituiscono un unico sistema (oserei dire "entanglend"). Incidentalmente, il fisico J. Wheeler ha coniato il termine "partecipatore" per denotare questa particolare classe di osservatori quantistici.
Conclusione: la morte epistemica è una morte fisica in senso debole. Nel caso di morte fisica, si ha una distruzione totale della chiusura organizzativa, per cui il sistema morendo si fonde con l'universo, perdendo la propria individualità. Nel caso della piscologia analitica, la parte cosciente si "fonde" con l'inconscio che a questo punto, rappresenterebbe l'atman, come dicono gli orientali.

No TweetBacks yet. (Be the first to Tweet this post)

Tags: , ,

Articoli correlati

Commenta l'esercizio

istanbul escort porno izle film izle