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[¯|¯] Cartesio e il movimento romantico

Giugno 27th, 2019 | by Marcello Colozzo |

cartesio, movimento romantico

Con questo caldo torrido non possiamo fare altro che elaborare post poco impegnativi... A tale scopo, riprendiamo la lettura di La rete della Vita:

La prima forte opposizione al paradigma meccanicistico cartesiano venne dal movimento artistico, letterario e filosofico romantico della fine del Settecento e nell'Ottocento. William Blake, il grande poeta e pittore mistico che esercitò una grande influenza sul romanticismo inglese, fu un accanito oppositore di Newton. Egli riassunse la sua critica nei celebri versi:

May God us keep
from single vision and Newton sleep








I poeti e i filosofi romantici tedeschi ritornarono alla tradizione aristotelica concentrando la loro attenzione sulla natura della forma organica. Goethe, la figura centrale di questo movimento, fu tra i primi ad utilizzare il termine «morfologia» per definire lo studio della forma biologica da un punto di vista dinamico, evolutivo. Egli ammirava l'«ordine mobile» della Natura e concepiva la forma come uno schema di relazioni all'interno di un tutto organizzato, una concezione che è alla base del pensiero sistemico contemporaneo. «Ogni creatura» scrisse Goethe «non è altro che un'ombreggiatura (Schattierung) di un grande Tutto armonioso» Gli artisti romantici erano interessati principalmente a una comprensione qualitativa dei modelli (patterns), e perciò ponevano l'accento sulla spiegazione dellle proprietà fondamentali della vita in termini di forme visulizzate. Goethe, in particolare, riteneva che la percezione visiva fosse la porta che conduce alla comprensione della forma organica.

La comprensione della forma organica ebbe un ruolo importante anche nella filosofia di Kant, che viene spesso considerato il maggiore dei filosofi contemporanei. Nella sua concezione di idealismo, Kant separava il mondo fenomenico da un mondo di «cose in sé». Egli riteneva che la scienza potesse offrire soltanto delle spiegazioni meccaniche, ma affermava che nelle aree in cui tali spiegazioni erano inadeguate, la conoscenza scientifica aveva bisogno di essere integrata considerando la Natura come un ente dotato di una finalità. La più importante di queste aree, secondo Kant, è la comprensione della vita.



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