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[¯|¯] Da Norbert Wiener agli Indra networks

Dicembre 9th, 2018 | by Marcello Colozzo |

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Nel suo noto aforisma, Norbert Wiener per patterns intendeva, probabilmente, lo schema organizzativo della materia (qualunque cosa possa significare). Secondo Wiener, quest'ultimo è l'unico invariante per evoluzione temporale, giacché la materia tende a degradarsi in forza del secondo principio della termodinamica.








Tali speculazioni erano il frutto di una serie di incontri, note come conferenze della Macy che coprirono un arco di tempo che va dal 1941 fino al 1960.

Nel 1970 i due studiosi di neuroscienze Humberto Maturana e Francisco Varela modellizzarono gli organismi viventi attraverso speciali sistemi dinamici denomintati autopoietici. Tali sistemi sono particolari macchine ricorsive, giacché la ricorsività sembra essere una condizione necessaria (ma non sufficiente) affinchè un sistema dinamico sia autopoietico. Infatti, affinché un sistema possa creare parte di sé, è necessario che sia in grado di "reindirizzare" il proprio output verso un nuovo ingresso. In parole povere, deve essere in grado di autoregolarsi. Ciò implica l'esistenza di una analogia rimarchevole tra le idee di Maturana-Varela e quelle del movimento cibernetico creato da Wiener. Quindi:
Congettura
Lo schema organizzativo della materia, postulato da Wiener, è implementato da una particolare classe di macchine ricorsive.

Nel 1970 il biologo Jacques Monod pubblicò un saggio dal titolo Il caso e la necessità, fondamentalmente basato sul paradigma meccanicistico. L'idea dominante è ereditata dal determinismo di Laplace che è, in realtà, una forma di determinismo fisico. Matematicamente, ciò è una conseguenza del teorema di Cauchy-Lipschitz. Si noti la singolare coincidenza: nel 1970 vengono pubblicati simultaneamente il saggio di Monod e quello di Maturana-Varela, il quale ultimo esprime idee assolutamente divergenti da quelle di Monod. Per inciso, anche Maturana e Varela non invocano alcun principio metafisico del tipo "forza vitale" per spiegare il fenomeno vita. Tuttavia, hanno dovuto pagare un prezzo: l'introduzione dell'autopoiesi quale condizione necessaria e sufficiente affinchè un sistema dinamico possa ritenersi "vivente".
Inoltre, il determinismo fisico è stato messo in discussione dalle "teorie del caos", anche se poi si tratta di caos deterministico, ma che comunque introduce una indeterminazione nell'evoluzione temporale di un sistema regolato da una dinamica nonlineare.

Ritorniamo indietro nel tempo: anni 30-40 del secolo scorso. Il grande fisico Wolfgang Pauli, amico di Carl Gustav Jung, generalizzò la nozione di sincronicità, congetturando l'esistenza di un elemento psichico nella regolazione dell'evoluzione biologica su questo pianeta. È evidente che ciò è in stridente contraddizione con il pensiero di Monod, giacché quest'ultimo invoca solo ed eslcusivamente il determinismo fisico, traducendolo in una sorta di determinismo genetico, ampiamente confutato dalle teorie del caos. In realtà, il pensiero di Pauli richiama quello di Maturana-Varela e in ultima istanza, di Wiener. Nel moderno linguaggio delle neuroscienze, il predetto elemento psichico, altro non è che una rete neurale che, metaforicamente, potrebbe richiamare l'antico mito buddhista della rete di indra.



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