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[¯|¯] Verso una sincronicità generalizzata

Dicembre 4th, 2018 | by Marcello Colozzo |

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È bastata la vista di un tronco spezzato, unita al verso di una cornacchia e al miagolio di un gattino per farmi comprendere in un istante senza tempo che il malessere della settimana scorsa è, in realtà, l'output di una rete sociale "sbagliata", ovvero composta da soli elementi negativi che esibiscono un comportamento ossessivo compulsivo orientato a un benessere pseudo-tecnologico, in cui l'esecuzione di riti tribali (fotografare stupide luminarie natalizie o ammirare delle renne racchiuse in un angusto recinto) implementa l'essenziale. Un output che ha indotto un allontanamento dai ritmi naturali.








L'assenza di un intervallo di tempo in cui si sarebbe realizzata la predetta cognizione, implicherebbe la presenza di una sincronicità generalizzata nel senso junghiano.

Una ulteriore considerazione emergente è correlata alla nozione di ordine. Quest'ultimo è solo nella nostra testa: basta la più banale delle tempeste per devastare un qualunque tipo di ordine. La Natura se ne fa beffe di tutto questo, richiamando la nozione di entropia e, quindi, del secondo principio della termodinamica secondo cui l'entropia ovvero il disordine, non può fare altro che aumentare. Ma tale conclusione potrebbe essere altrettanto errata, come congetturato da Ilya Prigogine in uno dei suoi libri in cui esplora il ruolo creativo del tempo negli stati termodinamici di non-equilibrio. In parole povere, il disordine percepito è in realtà, ordine soggiacente che si manifesta in virtù della non linearità delle equazioni che regolano i predetti stati termodinamici. Nella sua straordinaria saggezza, la Natura ama nascondersi per poi svelarsi a chi veramente avrà il coraggio e l'onestà intellettuale di liberarsi dai pregiudizi imposti - metaforicamente parlando - da un mondo lineare.

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