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[¯|¯] Zero commensali

maggio 14th, 2018 | by Marcello Colozzo |

heisenberg,indeterminismo,gödel,indecidibilità,idealismo
Fig.1. L'immagine principale rappresenta un'opera dell'artista Antonio De Nardis

Stravaganti presenze si materializzano attorno a una tavola apparecchiata per zero commensali. I posti a sedere compaiono dal nulla e all'improvviso lei si siede alla mia destra. I capelli di un biondo non acceso, coprono parte del viso; mi lancia un'occhiata furtiva e il suo sguardo comunica una infinità di parole mai pronunciate. Parole che magari esprimono odio o il suo esatto contrario.

Alla mia sinistra compare Werner Heisenberg, il famoso fisico padre dell'indeterminismo. Mi mostra un foglio su cui è scritto: F è indeterminata. Forse la lettera F è l'iniziale del nome della donna, o il simbolo di una funzione nel senso matematico del termine.

Accanto ad Heisenberg compare Kurt Gödel, il famoso matematico padre dell'indecidibilità secondo cui in un qualunque sistema formale esistono proposizioni indecidibili, ossia proposizioni che non possono essere né dimostrate né confutate. Al pari di Heisenberg, Gödel mi mostra un foglio dove è scritto: F è indecidibile. Nell'istante immediatamente successivo appare il vescovo Berkeley, il famoso filosofo padre dell'immaterialismo. Mi mostra un foglio dove è scritto: F non esiste, in quanto è un inganno percettivo.








Al capo opposto della tavolata compare Rudolf Carnap, il famoso filosofo padre del neopositivismo. Mi passa un foglio che riporta la scritta: F esiste, in quanto la sua esistenza è sperimentalmente verificabile. Il vescovo obietta asserendo che il neopositivismo è una contraddizione in termini, poiché il suo assunto di base ossia la verifica sperimentale, non può essere a sua volta sottoposto a verifica. Carnap replica osservando che l'unica modalità di conoscenza può essere sviluppata solo ed esclusivamente su una base empirica. A questo punto entra Karl Popper il famoso filosofo padre del falsificazionismo. Mi consegna un foglio bianco dove non è scritto nulla. Lo guardo perplesso e lui sorride. Dopo un pò, con voce grave, afferma: la verità non esiste. I dati empirici possono solo distruggere e mai confermare definitivamente una qualunque teoria su ciò che i tuoi (limitati) sensi chiamano "F".

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